Si può resistere anche più di un mese senza mangiare, per alcuni giorni senza bere, ma solo pochi minuti senza respirare. Ne consegue che il respiro è l’alimento essenziale e primario su cui si sostiene la vita. Perciò risulta fondamentale studiare e approfondire tutti quei meccanismi che stanno alla base della dinamica respiratoria e del controllo dei sistemi nervosi volontario ed involontario.

Il Respiro: l’unione di mente e corpo

Il respiro esprime lo stato emotivo delle persone: un soggetto rilassato presenta un respiro lento e tranquillo, con un’espirazione ampia almeno quanto l’inspirazione, mentre un soggetto agitato presenta un respiro corto o affannato, con un’espirazione estremamente breve. In una situazione improvvisa, il respiro si sospende, mentre allorché si è estremamente concentrati in un’attività che ci assorbe totalmente, l’espiro si allunga considerevolmente (due o tre volte più dell’inspiro). Ogni stato d’animo è connesso al respiro, ogni somatizzazione corporea si esprime attraverso il respiro. Il respiro nutre, vitalizza, ringiovanisce  tutti i nostri organi, cervello compreso, per cui è importante respirare correttamente ed armonicamente.

Il Pranayama: controllo del soffio vitale

Il Pranayama rappresenta lo “stato dell’arte” del respiro e di tutto ciò che è in esso connesso: energia vitale (Prana), emozioni, sensazioni, sentimenti. Controllare e padroneggiare il “soffio” (traduzione letterale di Pranayama) consente di divenire coscienti del respiro vitale e dei suoi effetti psicosomatici, potenziandone ed indirizzandone gli effetti. Una buona pratica di Pranayama permette di inviare il Prana a vitalizzare ogni organo ed apparato, rigenerandoli e facendoli funzionare al meglio, e, nello stesso tempo, consente di migliorare la propria condizione psichica ed il proprio stato mentale, predisponendolo alla pratica della concentrazione.

Pranayama

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